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Daniele
Scarampi Ed. MAGEMA,
Carcare (SV), pagg. 88 ISBN 978-88-89169-31-5 Elaborazione
grafica di copertina di € 10,00 + spese di spedizione |
| dalla prefazione di Alessandro Marenco... (...) Esistono due tipi di nevrotico compulsivo della scrittura: uno è quello che scrive delle cose degne di essere pubblicate e l'altro è quello che scrive esclusivamente delle boiate inutili, rindondanti, eccessive o vacue. Daniele, per la nostra e la sua fortuna, è ascritto al primo insieme. (...) posso dire che il libro che vi state accingendo a leggere non è direttamente imparentato con nessun classico. Non che il tema del rapporto tra docente e discente sia questione poco indagata: anzi. Ma qui ci troviamo di fronte ad una operazione fondamentalmente basata sul linguaggio. Le parole che volano sotto gli occhi, mentre si srotola la matassa della narrazione, sono parole parlate, parole dette ed ascoltate. Fanno parte di quel vissuto quotidiano di ognuno di noi, del nostro rapporto personale con tutti gli altri, infine anche del rapporto che noi subiamo con i media, con la pubblicità, con il computer. (...) Il linguaggio usato in questo libro dimostra quanto sia possibile dare attraverso di esso una descrizione sociale, antropologica della nostra realtà. Non si tratta di calpestare le regole della grammatica. Si tratta invece di arricchire le frasi, i periodi, i capitoli, di quell'intercalare, di quella parola, di quella abbreviazione che ci fanno piombare a pié pari dentro la nostra epoca, in mezzo a spot, brunch, account, mail, password... (...) Parlo di gusto non a caso: vale la pena, durante questa lettura, far roteare alcune parole tra lingua, denti e palato, prima di ingerirle, assaporandole, chiedendosi quale causa ha portato un nevrotico compulsivo di buone speranze a sceglierla ed usarla in quel contesto. Il libro inizia così: "Sono tra noi, Prof, ci osservano. Dalle profondità dello spazio infinito ci tengono in pugno. La fine è vicina, non ci daranno tregua. No, non ci daranno..." Avevo stretto la mano di Tommy per qualche secondo, non prima degli ovvi convenevoli di rito, e mi era parso che tutto fosse a posto. Ma ora si era fatta gelida come un inverno in Montana e, diamine, anche l'occhio stava diventando vitreo e la fronte imperlata di sudore. Per di più un leggero tremolio lo faceva sembrare una marionetta alla quale avessero fatto saltare un paio di fili. Con un'occhiata furtiva allo specchio del corridoio cercai di controllare la mia capigliatura, magari mi fosse spuntato un ulteriore capello bianco, quindi ostentai uno dei miei migliori sorrisi di circostanza.
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Chi è Daniele Scarampi |
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Daniele Scarampi ha da un pezzo superato i trent'anni, ma cerca di tenersi a debita distanza dai quaranta. Speriamo ci riesca. Prima
che il Ministro Gelmini calasse la scure sul mondo della scuola, Scarampi
insegnava lettere negli Istituti Secondari. Ora sta pianificando di
trasferirsi alle isole Far Oear per vivere di pastorizia. Ma, ahimè,
da qualche parte bisogna pur incominciare. |
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Per
confrontare le idee su questo libro e per dialogare con l'Autore, è
stato aperto un gruppo su Facebook intitolato "Un'estate
condivisa". (bisogna avere un profilo Facebook) |
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