MAGEMA

Gli scorci della Valle Bormida

 
Cairo Montenotte



 

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Cairo - Castello del Carretto
VEDUTA DEI RESTI DEL CASTELLO

In origine appartenente alla famiglia Del Carretto, benchè allo stato di rudere, è uno dei più imponenti e vasti dell'intera area "carrettesca". Già esistente sul finire dell' 11° secolo, passò nel 1337 ai marchesi Scarampi di Asti. Venne in parte distrutto nel 1625 da Vittorio Amedeo di Savoia e successivamente abbandonato; nel 1887 crollò la facciata principale verso il sottostante borgo di Cairo e nel 1926 il corpo centrale. Malgrado oggi sia solamente un imponente rudere, è ancora chiaramente leggibile la pianta e la struttura originaria in pietra e terzi, composta da due corpi edificati (come interpreta il Lamboglia) in epoche successive: una torre (oggi parzialmente controllata) con angoli in blocchi a bugnato, architravi rettilinei in pietra e paramento in mattoni a vista (presumibilmente del XIII secolo) e un vasto corpo con ampie finestre prospicienti la valle, edificato nel XV secolo e che conserva ancora parte degli ambienti originari. L'amministrazione comunale ha avviato un programma di recupero.


"Castello del Cairo, provincia d'Acqui"
E. Gonin, Album delle Principali Castella Feudali della Monarchia di Savoja,
Torino, 1844 e segg.
Disegno e litografia di E. Gonin stampata da Doyen, (mm. 307x225)
Collezione privata

 

Cairo M. - Porta Soprana
PORTA SOPRANA

Delle fortificazioni che un tempo racchiudevano l'antico borgo di Cairo Montenotte restano oggi solo alcune tracce nella cinta muraria e nella Porta Soprana. Situata all'uscita sud del vecchio borgo, questa struttura conserva ancora il suo aspetto originale ed è costituita da una bassa torre quadrata, sostenuta da una doppia arcata in mattoni e caratterizzata da un ampio arco a forma ogivale.

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PARROCCHIALE DI S. LORENZO
navata centrale (archivio Gentili)

La sede della primitiva parrocchia era la pieve di S.Maria del Rocaro, situata in aperta campagna. Sul finire del XII secolo venne trasferita all'interno della cinta muraria e originariamente dedicata a S.Giovanni: sorse, sui ruderi di un tempio pagano d'epoca romana, ad una sola navata, ma nel XVII secolo venne ampliata ad opera dei parrocchiani come voto per lo scampato pericolo della peste. La chiesa è stata dichiarata monumento nazionale e, oltre ad un crocefisso del Maragliano, conserva splendidi affreschi di Gerolamo Brusco e statue di Antonio Brilla.


PARROCCHIALE DI S. LORENZO
crocifisso del Maragliano (archivio Gentili)

Proprio recentemente è ritornato a far parlare di sè il convento francescano che nel 2001 il Comune aveva fatto mettere in sicurezza, almeno per quel che riguardava la copertura, affinché non precipitasse irrimediabilmente nello stato di avanzato degrado. Stanno per iniziare i lavori di restauro che verranno inizialmente a costare circa 400 mila euro, finanziati dal ministero per i Beni e le Attività Culturali.

CONVENTO DI S. FRANCESCO
(veduta aerea, per gentile concessione dell'Arch. Paba)

Il Convento è stato eretto in località Ville nel XIII secolo per volontà del marchese Ottone, signore del luogo; subì gravi danni soprattutto nelle campagne napoleoniche del 1796 e 1799, quando fu saccheggiato e incendiato. Nel 1805 finì ogni attività religiosa. Delle attuali rovine è sopravvissuto un chiostro a quindici colonne in pietra con affreschi, nelle lunette, riguardanti la vita di San Francesco. Gli affreschi, del XVI secolo, sono attribuiti al pittore Caccia di Montabone detto Moncalvo. La chiesa ha subito più rifacimenti e presenta strutture che risalgono ad epoche diverse, dal XIV al XVII secolo.

Al Convento Francescano di Ville, del XIII secolo, è legato il passaggio di San Francesco d'Assisi che nella leggenda popolare ridonò la voce alla figlia del marchese Ottone: e da qui la ricompensa si trasformò nella fondazione del Convento. S'intreccia all'episodio un'altra leggenda che narra del diavolo, tutto impegnato a boicottare San Francesco mentre costruiva il Convento con i suoi fraticelli, con una variante dello stesso demonio "camuffato" da asino, sempre per contrastare il lavoro del Santo.

Il complesso comprende il convento vero e proprio con al centro il bellissimo chiostro, nel quale hanno avuto luogo anche recentemente varie rappresentazioni. La chiesa invece è quasi del tutto distrutta: una sola navata è rimasta in piedi. Il campanile, molto rovinato, resiste ancora....

breve storia di Cairo Montenotte
testo gentilmente concesso dal Dr. Stefano Ticineto a MAGEMA
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Un progetto realizzato da MAGEMA edizioni