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fili della seta paiono fragili e inconsistenti ma, se tessuti, creano
una trama luminosa, morbida e pregiata.
Quattro fili, quattro volti di donna, quattro realtà che, intrecciandosi,
raccontano la femminilità, tra forza, coraggio e voglia di vivere.
Anna Gentili è alla sua seconda pubblicazione personale, dopo
quasi 10 anni di silenzio.
La sua storia parte dall'800, secolo in cui la sua famiglia coniugò
l'amore per l'arte vetraria (la famiglia Bormioli di Altare: www.museodelvetro.org)
all'amore per l'editoria locale, fondando quella che, a quel tempo,
era la più avviata tipografia della Valbormida e diedero alle
stampe opere storiche importanti che, anche oggi, si possono trovare
raccolte nei musei e negli archivi privati.
La partenza per l'America del nonno, negli anni '20 del 1900, decretò
la fine dell'impresa familiare.
Solo nel 2003, l'Autrice ha creato la Casa Editrice MAGEMA che intende
dare voce principalmente a storici, testimoni del tempo, poeti e narratori
liguri e piemontesi e mettere in luce le tante caratteristiche specifiche
del territorio, ai confini tra Liguria e Piemonte, tra Alpi ed Appennini,
unitamente ad una organizzazione, la MAGEMA appunto, che organizza eventi
culturali, concerti, convegni e il Concorso Letterario Internazionale
"L'Anima del Bosco", che ha come illustre presidente di giuria
la poetessa Maria Luisa Spaziani.
Questo libro "4 fili di seta" è il riassunto di dieci
anni di scrittura introspettiva, che unisce quattro storie di donne
a vari momenti di poesia, ambientata in Valbormida.
Due
esempi:
La
mia terra
Me ne andrò
per la mia terra,
un
giorno senza vento,
e
passerò in fretta, sconosciuta,
per
le strette vie del mio paese,
a
cercare gatti e archi un po’ scrostati,
portici
antichi e odor di farinata.
Me ne andrò,
in silenzio,
a passeggiare tra le rive morbide
di questo fiume lento,
dove anche i gabbiani volano distratti
e le nuvole fanno compagnia.
Ho scoperto
da poco
che amo tanto il mio paese
e
la cosa strana
è
che non so perchè.
Vorrei
Vorrei
per me le lunghe cantilene
che
cantavamo allora
sdraiati
al sole
nell’aria
calda dell’estate,
con
l’erba che pungeva
e
i grilli a fare capolino.
Quelle
ballate allegre e buffe
-
lo ricordi, vero?
amico
dei giorni perduti -
che
insieme ballavamo
in
quel tempo senza tempo
che
non torna, quando
essere
bambini
rende
tutto nuovo e divertente.
Vorrei
per me quel cielo a pecorelle
e
tutto quel pensare,
e
il fieno sciolto sul carretto,
e
noi sopra, con le gambe penzoloni...
Lo so che indietro non si torna.
Però
è la tranquillità di allora
che
mi manca
e
i fiori rossi sul vestito di mia madre.
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Lei dice di sé:
Hanno letto parole, mie, di fronte
ad un pubblico attento e partecipe… A volte ho visto persone piangere.
Ho visto poi altri sorridere…
Nessuno si è chiesto chi le aveva scritte: non badavano a me, seduta
tra di loro. Ciò che sentivano sgorgava dal loro cuore: era la sensazione
di un attimo, il profondo coinvolgimento che certe atmosfere possono
creare.
Perciò, non dite a nessuno chi sono: non gli importerebbe, come non
importa sapere dove finisce l'orizzonte o quanto è profondo l'amore
di una madre.
Sono cose che esistono: punto e basta.
Non raccontate di me altro che le mie parole: sono un pezzetto di
anima che vi dono. Loro, le parole, col loro suono, sanno raccontare
molto meglio quello che vibra - nascosto ma importante - tra i pensieri
più inespressi. Sanno cos'è, e quanto costa, questa serenità che accompagna
la mia vita. Conoscono bene i miei silenzi… e i ricordi lontani che
sono lo sfondo, mai sbiadito, di sensazioni cocenti, a volte dolorose,
che - comunque e per sempre - hanno fatto di me quello che sono.
Non importa dove vivo, cosa ho fatto, cosa sono: quello che conta,
per lasciare il ricordo di un momento particolare, è condividere un
sorriso e una lacrima, è far sì che le mie speranze siano un poco
anche vostre, come i vostri dolori sono un poco anche miei.
Se ciò che ho scritto non vi lascerà indifferenti, avremo raggiunto
un contatto… da domani saremo forse più vicini… e forse meno soli.
Negli
anni '90, dopo aver partecipato a vari concorsi letterari, vincendo
anche primi premi, l'autrice è stata Responsabile del Settore
Cultura del Centro Culturale Plodio, in provincia di Savona, organizzando
eventi culturali, readings di poesia, opere teatrali per ragazzi,
e ha collaborato alla stesura della prima "Antologia dei poeti
valbormidesi del ‘900", e ha organizzato la II° edizione
del Concorso di Poesia “Poeti a Plodio” 1999.
Infine ha curato l’edizione di:
-
Livia Zagnoni Bernat
“Storie di Vita Minima”, Ed. Tigullio, S.Margherita Ligure. Questo
libro è giunto alla quarta edizione, per una tiratura, al momento,
di 3.000 copie.)
-
Livia
Zagnoni Bernat “I quaderni delle pappe - quasi un diario tra
guerre, pace e... sedici figli”, Ed. Tigullio, S.Margherita
Ligure. (Questo libro è stato presentato il 26 luglio 2004
su RAI3 dal prof. Michele Mirabella durante il programma "Cominciamo
Bene Estate" alla presenza delle sig.re Zagnoni e Gentili)
-
Gabriella Zurli
Orioli “Sono dunque penso” Ed. Le Stelle, Cengio (SV) (poesie)
Nel 14° anniversario della scomparsa
del poeta Aldo Capasso ha partecipato con il suo libro "Il
tempo delle risposte" alla mostra allestita a Palazzo Nervi
a Savona dal 21 aprile al 1° maggio 2001, in cui erano in visione
opere di pittori, grafici, scultori, ceramisti, poeti, scrittori e
saggisti operanti nel secolo scorso.
Ora si dedica con forte impegno, con
la MAGEMA EDIZIONI che ha creato nel 2000, al supporto all'edizione
di autori che, come lei, trovano difficoltà a ritagliare spazi nella
editoria "tradizionale".
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