Da
quando avevo sei mesi (è passato un bel gruppo di semestri
da allora) vado quasi ogni estate in un delizioso paese che forse
oggi si chiama cittadina o città. Si tratta di Carcare,
nell'entroterra dell'Appennino ligure, a venti chilometri da Savona,
un luogo fatato di boschi e sorgenti. Lì c'era una cuginetta,
Bruna Ferraro, e continua a esserci e ad aspettarmi affettuosamente
ogni estate. Avevamo un gruppetto di amiche, Lelia, Elsa, Zoe, Anna,
Luciana, con le quali avevamo fondato "il reame degli alberi".
Bellissimo gioco dai contorni di favola (che forse risale a costumi
pagani) che credo sia unico fra le scrittrici che partecipano a questa
inchiesta. Su un'altura c'era il "roccolo", un quadrilatero
circondato di alberi con al centro una grande vasca. Purtroppo serviva
a catturare gli uccelli ma noi, grazie a Dio, non lo sapevamo. Avevamo
scelto sei o sette alberi in cerchio. Ognuno aveva un nome, l'albero
Italia era il più importante, l'albero Cocò il più
buffo, era un po' gobbuto e sbilenco.
Ognuna di noi aveva un suo albero personale e, a turno, dialogavamo
da un albero all'altro, cantando e facendo il teatro, sempre arrampicate
e sistemate su qualche forcella o ramo più comodo. Ma, fra
una chioma e l'altra, avevamo teso dei fili doppi come quelli del
bucato fra due finestre, e appesi a quei fili pendevano piccoli vassoi
di cartone che portavano da un albero all'altro pasticcini di meliga
e albicocche e piccole sorprese. Ci divertivamo moltissimo. Non lo
abbiamo fatto brevettare, quel gioco, e se qualcuno capisse quanto
sia stato appassionante, Bruna ed io siamo disposte a cedere gratuitamente
l'uso dell'invenzione.
Brano tratto da "Sotto al ponte c'è tre conche"
di Tonia Giansante,
Casa Editrice Orient Express, Castelfrentano, dic. 2005, pagg. 53-54

La
poetessa M.L. Spaziani con il direttivo MAGEMA
Chi
è Maria Luisa Spaziani
Maria Luisa Spaziani nasce nel 1922, in un'agiata
famiglia borghese di Torino, dove il padre è proprietario di
un'azienda che produce macchinari per l'industria chimica e dolciaria.
Ancora studentessa a soli diciannove anni dirige una piccola rivista,
prima chiamata “Il Girasole” e poi “Il Dado”,
il cui redattore capo era Guido Hess Seborga, che la fa conoscere
negli ambienti letterari, ottiene e pubblica inediti di grandi nomi
nazionali come Umberto Saba, Sandro Penna, Sinisgalli, Pratolini,
e internazionali, come Virginia Woolf.
Intanto frequenta l'Università di Torino, facoltà di
Lingue, laureandosi con una tesi su Marcel Proust, relatore il francesista
Ferdinando Neri. La cultura francese e la Francia con i suoi autori,
in seguito sarebbero rimasti una sorta di stella polare nel suo immaginario
e nel suo vissuto, con una serie di soggiorni a Parigi il primo nel
1953, dopo aver ottenuto una borsa di studio.
Nel gennaio del 1949 conosce Eugenio Montale durante una conferenza
del poeta al teatro Carignano di Torino; da allora fra i due nasce,
dopo un periodo d'assidua frequentazione a Milano, un sodalizio intellettuale
ed un'affettuosa amicizia.
Inizia anche la prima stagione poetica della Spaziani, che mette insieme
un gruppo di liriche e le invia alla Mondadori, e durante il soggiorno
francese del 1953 scrive nuovi testi, che vengono aggiunti all'originario
disegno della raccolta. La casa editrice Mondadori risponde favorevolmente
e pubblica nel 1954 “Le acque del Sabato”, nella prestigiosa
collana Lo Specchio.
Nel 1956 la fabbrica del padre subisce un tracollo economico, che
costringe la giovane, di ritorno da un viaggio premio negli Stati
Uniti promosso per giovani di talento da Henry Kissinger a cercare
un impiego stabile, come insegnante di francese in un collegio di
Torino.
Il contatto con studenti adolescenti le fa vivere una stagione di
luminosa felicità che traspare nelle poesie più originali
della sua prima produzione poetica, Luna lombarda (1959), poi confluite
nel volume complessivo Utilità della memoria (1966).
Negli anni 1955 e 1957 Maria Luisa Spaziani ha insegnato lingua e
letteratura francese presso il liceo scientifico del collegio Pacchetti
di Treviglio.
A tale periodo e a tali luoghi dedicò la poesia Suite per A.
con la quale nel 1958 vinse il Premio Lerici (presidente di giuria
Enrico Pea).
Nel 1958 dopo dieci lunghi anni di fidanzamento, testimone di nozze
il poeta Alfonso Gatto, sposa Elémire Zolla, studioso della
tradizione mistica ed esoterica. Senza gli slanci amorosi che caratterizzavano
i primi anni, il lungo legame con Zolla s'incrina quasi subito finendo
nel 1960, anno in cui il matrimonio viene sciolto.
La Spaziani viene chiamata ad insegnare Lingua e Letteratura francese
all'Università di Messina e proprio in quegli anni, in ambito
accademico, cura volumi come Pierre de Ronsard fra gli astri della
Plèiade (1972) e Il teatro francese del Settecento (1974).
Fervida e proficua la sua attività di traduttrice dal francese,
Pierre de Ronsard, Racine, Gustave Flaubert, P.J. Toulet, Andre Gide,
Yourcenar, l'ultima delle quali è una raccolta di poesie di
Marceline Desbordes Valmore, ma pure dall'inglese e dal tedesco.
La statura intellettuale della Spaziani supera i confini nazionali:
nei viaggi in Francia e negli Stati Uniti ha tra l'altro modo di conoscere
personalità di rilievo assoluto del Novecento letterario come
Ezra Pound, Thomas Eliot, Sartre.
Buona parte del libro di poesie L'occhio del ciclone (1970) è
ispirato dalla sua esperienza vissuta in Sicilia, con i suoi paesaggi
e il suo mare, cui fanno seguito raccolte sempre più "citaristiche"
e "impure" come Transito con catene (1977) e Geometria del
disordine (1981), che si aggiudica il Premio Viareggio per la poesia.
Nel 1979 alla Spaziani, autrice ormai affermata, con introduzione
di Luigi Baldacci, viene pubblicata, del suo lavoro poetico, un'antologia
(una seconda, ampliata, sarebbe poi uscita nel 2000) negli "Oscar"
Mondadori.
Infine dal 1982 al 2003 presiede il Centro Internazionale Eugenio
Montale, dopo esserne stata fondatrice, per onorare la memoria del
poeta, e del Premio Montale.
Coronamento della storia e del percorso poetico dell'autrice è
infine rappresentato da Giovanna d'Arco (1990), poema in ottave di
endecasillabi senza rima, che corona un lungo interesse dell'autrice
per questo personaggio. In quest'opera la Spaziani si proponeva di
reinventare in una narrazione popolaresca e fabulosa in versi, attraverso
il personaggio di Giovanna d'Arco, i suoi oltre cinquant'anni d'ininterrotta
e costante attività letteraria, giornalistica e di ricerca.
Il poemetto, in un adattamento per frammenti, ha trovato una trasposizione
teatrale poetica e visionaria nella regia di Fabrizio Crisafulli (Jeannette,
2002).
La Spaziani ha scritto inoltre numerosi articoli apparsi su riviste
e quotidiani, saggi critici ed una raccolta di racconti, La freccia
(2000).
Nel 1995, M.L. Spaziani ha consegnato a Maria Corti l'epistolario
con Montale, che consiste in circa 360 lettere.
Ora è Presidente dell'istituzione Universitas Montaliana e
dell'omonimo Premio che si terrà per tre anni, fino al 2009,
nel mese di aprile nella città di Fermo.
È stata tre volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura,
nel 1990, 1992 e 1997.
È Presidente onorario del Concorso L'Anima del Bosco, nato
nel 2006 e promosso da Magema Edizioni. Attualmente vive a Roma.
Qui
est M.L. Spaziani et R. Pancini 
Wer ist
M.L. Spaziani und R. Pancini 
Kim
jest M.L. Spaziani i R. Pancini 
Quièn
es M.L. Spaziani y R. Pancini 