MAGEMA

Concorso Letterario

“L’ANIMA DEL BOSCO”
in memoria del Prof. Renato Pancini

Presidente Onorario: Poetessa Maria Luisa Spaziani

 

IL REAME DEGLI ALBERI
di Maria Luisa Spaziani


 

 

 

 

 

Da quando avevo sei mesi (è passato un bel gruppo di semestri da allora) vado quasi ogni estate in un delizioso paese che forse oggi si chiama cittadina o città. Si tratta di Carcare, nell'entroterra dell'Appennino ligure, a venti chilometri da Savona, un luogo fatato di boschi e sorgenti. Lì c'era una cuginetta, Bruna Ferraro, e continua a esserci e ad aspettarmi affettuosamente ogni estate. Avevamo un gruppetto di amiche, Lelia, Elsa, Zoe, Anna, Luciana, con le quali avevamo fondato "il reame degli alberi". Bellissimo gioco dai contorni di favola (che forse risale a costumi pagani) che credo sia unico fra le scrittrici che partecipano a questa inchiesta. Su un'altura c'era il "roccolo", un quadrilatero circondato di alberi con al centro una grande vasca. Purtroppo serviva a catturare gli uccelli ma noi, grazie a Dio, non lo sapevamo. Avevamo scelto sei o sette alberi in cerchio. Ognuno aveva un nome, l'albero Italia era il più importante, l'albero Cocò il più buffo, era un po' gobbuto e sbilenco.

Ognuna di noi aveva un suo albero personale e, a turno, dialogavamo da un albero all'altro, cantando e facendo il teatro, sempre arrampicate e sistemate su qualche forcella o ramo più comodo. Ma, fra una chioma e l'altra, avevamo teso dei fili doppi come quelli del bucato fra due finestre, e appesi a quei fili pendevano piccoli vassoi di cartone che portavano da un albero all'altro pasticcini di meliga e albicocche e piccole sorprese. Ci divertivamo moltissimo. Non lo abbiamo fatto brevettare, quel gioco, e se qualcuno capisse quanto sia stato appassionante, Bruna ed io siamo disposte a cedere gratuitamente l'uso dell'invenzione.

Brano tratto da "Sotto al ponte c'è tre conche" di Tonia Giansante,
Casa Editrice Orient Express, Castelfrentano, dic. 2005, pagg. 53-54

La poetessa M.L. Spaziani con il direttivo MAGEMA
La poetessa M.L. Spaziani con il direttivo MAGEMA


Chi è Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani nasce nel 1922, in un'agiata famiglia borghese di Torino, dove il padre è proprietario di un'azienda che produce macchinari per l'industria chimica e dolciaria.
Ancora studentessa a soli diciannove anni dirige una piccola rivista, prima chiamata “Il Girasole” e poi “Il Dado”, il cui redattore capo era Guido Hess Seborga, che la fa conoscere negli ambienti letterari, ottiene e pubblica inediti di grandi nomi nazionali come Umberto Saba, Sandro Penna, Sinisgalli, Pratolini, e internazionali, come Virginia Woolf.
Intanto frequenta l'Università di Torino, facoltà di Lingue, laureandosi con una tesi su Marcel Proust, relatore il francesista Ferdinando Neri. La cultura francese e la Francia con i suoi autori, in seguito sarebbero rimasti una sorta di stella polare nel suo immaginario e nel suo vissuto, con una serie di soggiorni a Parigi il primo nel 1953, dopo aver ottenuto una borsa di studio.
Nel gennaio del 1949 conosce Eugenio Montale durante una conferenza del poeta al teatro Carignano di Torino; da allora fra i due nasce, dopo un periodo d'assidua frequentazione a Milano, un sodalizio intellettuale ed un'affettuosa amicizia.
Inizia anche la prima stagione poetica della Spaziani, che mette insieme un gruppo di liriche e le invia alla Mondadori, e durante il soggiorno francese del 1953 scrive nuovi testi, che vengono aggiunti all'originario disegno della raccolta. La casa editrice Mondadori risponde favorevolmente e pubblica nel 1954 “Le acque del Sabato”, nella prestigiosa collana Lo Specchio.
Nel 1956 la fabbrica del padre subisce un tracollo economico, che costringe la giovane, di ritorno da un viaggio premio negli Stati Uniti promosso per giovani di talento da Henry Kissinger a cercare un impiego stabile, come insegnante di francese in un collegio di Torino.
Il contatto con studenti adolescenti le fa vivere una stagione di luminosa felicità che traspare nelle poesie più originali della sua prima produzione poetica, Luna lombarda (1959), poi confluite nel volume complessivo Utilità della memoria (1966).
Negli anni 1955 e 1957 Maria Luisa Spaziani ha insegnato lingua e letteratura francese presso il liceo scientifico del collegio Pacchetti di Treviglio.
A tale periodo e a tali luoghi dedicò la poesia Suite per A. con la quale nel 1958 vinse il Premio Lerici (presidente di giuria Enrico Pea).
Nel 1958 dopo dieci lunghi anni di fidanzamento, testimone di nozze il poeta Alfonso Gatto, sposa Elémire Zolla, studioso della tradizione mistica ed esoterica. Senza gli slanci amorosi che caratterizzavano i primi anni, il lungo legame con Zolla s'incrina quasi subito finendo nel 1960, anno in cui il matrimonio viene sciolto.
La Spaziani viene chiamata ad insegnare Lingua e Letteratura francese all'Università di Messina e proprio in quegli anni, in ambito accademico, cura volumi come Pierre de Ronsard fra gli astri della Plèiade (1972) e Il teatro francese del Settecento (1974).
Fervida e proficua la sua attività di traduttrice dal francese, Pierre de Ronsard, Racine, Gustave Flaubert, P.J. Toulet, Andre Gide, Yourcenar, l'ultima delle quali è una raccolta di poesie di Marceline Desbordes Valmore, ma pure dall'inglese e dal tedesco.
La statura intellettuale della Spaziani supera i confini nazionali: nei viaggi in Francia e negli Stati Uniti ha tra l'altro modo di conoscere personalità di rilievo assoluto del Novecento letterario come Ezra Pound, Thomas Eliot, Sartre.
Buona parte del libro di poesie L'occhio del ciclone (1970) è ispirato dalla sua esperienza vissuta in Sicilia, con i suoi paesaggi e il suo mare, cui fanno seguito raccolte sempre più "citaristiche" e "impure" come Transito con catene (1977) e Geometria del disordine (1981), che si aggiudica il Premio Viareggio per la poesia.
Nel 1979 alla Spaziani, autrice ormai affermata, con introduzione di Luigi Baldacci, viene pubblicata, del suo lavoro poetico, un'antologia (una seconda, ampliata, sarebbe poi uscita nel 2000) negli "Oscar" Mondadori.
Infine dal 1982 al 2003 presiede il Centro Internazionale Eugenio Montale, dopo esserne stata fondatrice, per onorare la memoria del poeta, e del Premio Montale.
Coronamento della storia e del percorso poetico dell'autrice è infine rappresentato da Giovanna d'Arco (1990), poema in ottave di endecasillabi senza rima, che corona un lungo interesse dell'autrice per questo personaggio. In quest'opera la Spaziani si proponeva di reinventare in una narrazione popolaresca e fabulosa in versi, attraverso il personaggio di Giovanna d'Arco, i suoi oltre cinquant'anni d'ininterrotta e costante attività letteraria, giornalistica e di ricerca. Il poemetto, in un adattamento per frammenti, ha trovato una trasposizione teatrale poetica e visionaria nella regia di Fabrizio Crisafulli (Jeannette, 2002).
La Spaziani ha scritto inoltre numerosi articoli apparsi su riviste e quotidiani, saggi critici ed una raccolta di racconti, La freccia (2000).
Nel 1995, M.L. Spaziani ha consegnato a Maria Corti l'epistolario con Montale, che consiste in circa 360 lettere.
Ora è Presidente dell'istituzione Universitas Montaliana e dell'omonimo Premio che si terrà per tre anni, fino al 2009, nel mese di aprile nella città di Fermo.
È stata tre volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura, nel 1990, 1992 e 1997.
È Presidente onorario del Concorso L'Anima del Bosco, nato nel 2006 e promosso da Magema Edizioni. Attualmente vive a Roma.

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