Gianni Toscani

Gianni Toscani - Jena - Vita da partigiano

Gianni Toscani


Jena - Vita da Partigiano

Ed. MAGEMA, Carcare (SV)
Marzo 2006

pagg. 64

ISBN: 88-89169-12-5

€ 5,00 + spese di spedizione

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In questi anni sono state diffuse una serie di pubblicazioni legate al periodo della Resistenza nei territori della Liguria e del Piemonte, che hanno contribuito a fare chiarezza su un periodo storico tormentato, ma che hanno anche alimentato discussioni e polemiche.

MAGEMA ha sempre voluto trattare questi temi esclusivamente dal punto di vista della ricerca storica; infatti MAGEMA ha proseguito in questi giorni la pubblicazione della collana di diari in cui i protagonisti diretti dei fatti storici possono raccontare la loro esperienza attraverso le memorie, supportate da documenti dell’epoca.

L’ultimo prodotto di questa serie è “Jena – Vita da Partigiano” che è stato realizzato a seguito dell’intervista che è stata concessa da Narciso Vignola a Gianni Toscani, lo scrittore altarese che nel corso degli anni, attraverso la passione per la ricerca storica, ha redatto articoli e importanti pubblicazioni sul tema.

 

 


Chi sono Gianni Toscani e Narciso Vignola

Nato e residente ad Altare (SV), storico per passione, ha pubblicato:
- "Da Altare a Tembien" saggio sulla guerra d'Etiopia tra il '35 e il '36
- "Caruggi ed Laté" storia di Altare rivista e raccontata attraverso l'osservazione delle sue vie
- "Io c'ero" testimonianze di guerra dal 1935 al 1945.
- "DIVISIONE FUMAGALLI".
- "Con i Partigiani in Valbormida, Valle Uzzone, Valle Belbo, Langhe", sunto della storia delle diverse Divisioni, siano state formazioni Autonome o Garibaldine, Cattoliche o Gielliste.


Narciso Vignola, classe 1928, appartenne alla VI° Divisione Langhe nella XVI° Brigata d’Assalto “Garibaldi” nelle fila del distaccamento “Biondo” operante nella zona di Prunetto-Monesiglio-Mombarcaro-Santa Giulia. Il Comandante era Sciamanna Cesare, detto “Ortica”.

Di questo racconto colpisce subito il fatto che Vignola partì quando aveva solamente quindici anni e solo perchè “a Savona svolgeva azione di propaganda informativa e volantinaggio per le locali formazioni antifasciste, scirveva sui muri frasi inneggianti la pace e a favore della cacciata dello straniero fuori dai confini della nostra Patria”, come si trova scritto nel libro. In seguito ad una delazione gli fu consigliato di lasciare Savona senza nemmeno tornare a casa e senza fare sapere a nessuno la destinazione.

Alla nostra domanda del perchè questa scelta radicale di vita “Jena” replica: “Alla nostra generazione è capitato di vivere in un periodo storico tragico, come era quel lontano 1940-1945. Viene da chiedersi se era più giusto che lasciassimo fluire la storia senza affrontare le situazioni piuttosto che reagire. (...) Nelle tante occasioni che mi sono state offerte di parlare ai giovani, ho sempre indicato loro che la lotta per la dignità dell’uomo, per la sua libertà, per la sua affermazione va vissuta ogni giorno, con la coscienza di dare un contributo per un mondo migliore, dove Libertà e Democrazia siano gli ideali che l’uomo deve perseguire sempre.