Milvia Tardito

I sentimenti di una mucca...

 

Milvia Tardito

"I sentimenti di una mucca... e altri racconti"

Ed. MAGEMA, Carcare (SV),
marzo 2005

pagg. 104

Codice ISBN 88-89169-08-7

€ 10,00 + spese di spedizione

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Ad un mese dalla pubblicazione, è alla seconda edizione e, dopo il successo in Valle d'Aosta, stiamo preparando la terza edizione!

Intervista alla Fiera del libro di Torino scaricabile cliccando qui! (6.8 MB)

 

La mucca Sparo...

Dice l'autrice:

E' la storia un po' balorda di una comunissima mucca che, nel suo pascolo verde, vede passare la vita ed immagina di essere altrove, a volte sotto altre spoglie, a volte con identità mascherate; ma alla fine del suo percorso di sogni e realtà si accorge che l'estate è passata, i colori sono quelli caldi di un nuovo autunno alle porte e gli uomini sono sempre uguali: frenetici nelle loro corse quotidiane, arrivisti quel tanto che basta e finti coraggiosi. La mucca saprà adattarsi, suo malgrado, ad ogni situazione, ma questa presa di coscienza la farà riflettere su come e quanto... una mucca, agli occhi dell'uomo... SIA SOLO UNA MUCCA!!!

e altri racconti...

Dei racconti che creano la seconda parte del libro (speciali, innovativi, stupefacenti perchè osservano la realtà da un'angolatura che non ci si aspetterebbe) vi diamo un piccolo accenno.

Il primo comincia così:

L'importanza del 368.

Stava fermo fra il 367 e il 369, nella sua posizione di numero qualunque fra una marea di numeri.
Beh, lui poteva vantarsi del fatto che era pari, che era divisibile per 1, 2, 4, e 8; e - se questo poteva essere un vanto per lui - era un numero in <crescendo>, cioè formato da cifre che vanno dalla più piccola alla più grande.

Tutto qui.

Ma... c’è sempre un ma. Nessuno lo prendeva in considerazione. Quanti secoli passarono prima che accadesse qualcosa! ... Sì, perché anche nel mondo dei numeri si fa distinzione per certi casi particolari.
Il 48 per esempio! Non viene immediatamente da pensare ad una rivoluzione, un caos generale?? Per non parlare dei gemellati 13 e 17 che da una nazione all'altra cambiano di "valore", e se da una parte il 13 porta fortuna, dall'altra è simbolo di scalogna nera e viceversa (ma quando ci si trova ad aver fatto 13 alla schedina non si considerano più certi pregiudizi!).
Ma la lista continua: la paura fa 90, 47 morto che parla, 33 trentini entrarono in Trento e così via........ E poi che dire dei numeri a tre o più cifre! 100 di questi giorni, e 1000 auguri.... Insomma, anche il mondo dei numeri ha i suoi privilegiati. Perché, si sa, le cifre tonde sono per la maggior parte dei casi le più gettonate. Ad esempio: avete mai visto un nonno regalare ad un nipote 43.000 o 52.000 lire?? No, ne regala 50.000, o 100.000, o 150.000 o......
Brutta faccenda, vero, per un “numero di metà”? Così quel giorno (era precisamente il compleanno del 522) il 368 si prese la sua rivincita personale....

 

 


Chi è Milva Tardito

Sapete, credo, forse con una certa presunzione, che la mia “vena di scrittrice” in qualche modo sia legata al mio nome di battesimo.

Sì, perché c’è un fatto curioso legato ad esso.

… Nel pieno dell’estate del 1979, mia mamma che era incinta di me, lesse su un giornale un articolo inerente una poetessa di Milano che portava quest’insolito nome; ne fu subito colpita e, senza dire niente a mio papà, il quale avrebbe voluto mi chiamassi Marianna, confidò il suo segreto a mia zia Silvia che, appoggiandola nella sua scelta, le disse “Sì, devi metterle il nome che più ti piace!!”.
Così, quel lontano 13 ottobre 1979, mentre la Valbormida era nel pieno di un’alluvione, appena “feci capolino” in questo nuovo mondo, l’ostetrica chiese a mia mamma che nome mi avrebbe dato e lei, titubante disse “Mi piace Milvia… ma mio marito non lo sa…” e lei, la robusta ostetrica, le rispose “Come si chiama suo marito?” “Elvio” mormorò mia mamma.
E, sentite – incredibile ma vero – cosa rispose l’ostetrica “Elvio?? Io mi chiamo Elvia!!” e, prendendomi in braccio andò da mio papà presentandomi così “Elvio? E’ nata Milvia!”.
Questo per dirvi che da lì in poi la mia vita è stata tutto un crescendo di episodi buffi e singolari, e quando mia mamma mi raccontava del <<nome della scrittrice>> io non immaginavo neanche lontanamente che avrei perseguito anch’io questa strada…

Ho cominciato a scrivere a 9 anni, non ho mai smesso.
Potrei farvi un elenco di premi, lettere e attestati di merito che ho accumulato, ma sarebbe solo un elenco; ed io, invece vi dico chi è Milvia veramente, e PERCHE’ proprio I sentimenti di una mucca!

Sono una, unica e normale come tutti, sono viva, vivace, osservatrice … niente di speciale, ecco. Ma, ciò che mi distingue è la mia “totale salvaguardia dell’anima”: tutto ciò lo narro, lo descrivo nei miei racconti sottoforma di personaggi inventati, di storie lontane che richiamano il folclore familiare, di voglia di giustizia di fronte ai casi umani della vita. E la mucca in questione non deve SOLO far sorridere come molte volte accade quando cito il titolo del mio libro.
Lei, la mucca, è una sorta di provocazione, di rivincita, di identità, per non dimenticare che la vita passa anche attraverso le corna ingiallite di una mucca venuta al mondo in un modo singolare (e con un nome singolare), attraverso un filo, d’erba, a girasoli posati su un davanzale, a un numero –368 – che di per sé non significa niente… tutte spiegazioni sul mio modo di vedere la vita che racconto in questo libro…

Perché comprarlo? Perché leggerlo?
Per un sano intrattenimento dell’anima, per sorridere e pensare, per RIVALUTARE, per vedere negli occhi di un nostro anziano vicino di casa un etichettato “giubbotto uguale” che in una giornata di pioggia o di sole vorrebbe sentirsi dire “Parlami di te, del tuo passato e raccontami cosa hai fatto ieri…”

Un saluto e… un muggito!
Milvia Tardito!